La Shoah a fumetti



"E' possibile parlare di Auschwitz a partire da un fumetto? L'indicibilità non è forse un tratto essenziale dell'esperienza della Shoà? Certamente, come affermano tutti i deportati e le deportate che sono sopravvissuti; ma questa indicibilità, presa alla lettera ci costringerebbe a un silenzio che saprebbe di terribile complicità con gli emissari e i mandanti dello sterminio. Per questo non ci scandalizza il fatto che si scriva di Auschwitz in un fumetto, così come ci è piaciuto profondamente "La vita è bella". Se film, quadri, libri e composizioni musicali hanno saputo balbettare Auschwitz, perché non lo potrebbe fare anche quella peculiare forma d'arte che è il fumetto?"

(dall'introduzione di "Le strisce dei lager: lo Shoà e i fumetti"
di Raffaele Mantegazza e Brunetto Salvarani)

Brunetto Salvarani
Docente di Teologia della Missione e del Dialogo presso la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna. Già docente all'Università di Milano-Bicocca, ha tenuto lezioni e collaborato con le Università di Bologna, Padova, Venezia, Siena, Modena-Reggio Emilia e con l'Università Cattolica di Milano. Studioso di teologia narrativa, ha scritto numerosi contributi sul tema della non violenza ed è considerato come uno dei maggiori esperti di dialogo interreligioso.
Collabora stabilmente con diverse testate giornalistiche, tra cui Settimana, Jesus e Il Regno, fino al 2015, per quest'ultima.biblica, al mondo dell'ecumenismo, al dialogo ebraico-cristiano.

Gianlorenzo Ingrami (Cecigian),
è in attività come illustratore dal 2009. Ha vinto deiversi premi, tra cui nel 2015, l’”Award of excellence” al concorso internazionale World Press Freedom di Ottawa (Canada). Ha collaborato con l’Unità, il Manifesto, Pubblico e Frigidaire e attualmente pubblica con Avvenire, Il Nuovo Male, Buduàr, Cem Mondialità ed è membro del Cartoon Movement.
Tratta spesso nelle sue illustrazioni i delicati temi legati a guerra, povertà...